PALAZZETTO: ECCEZIONALE SCOPERTA ARCHEOLOGICA!

GROSSETO – PALAZZETTO DELLO SPORT “AZZURRI D’ITALIA”: Disegni preistorici di uomini, risalenti verosimilmente all’età del rame, sono stati scoperti a Grosseto negli spogliatoi degli uomini e delle donne del Palazzetto dello sport “Azzurri d’Italia”.


La scoperta è stata fatta dal professor Dionisio Fizzi Contini in Rovere, docente di Geoarcheologia nella sezione (E.V.A.F) di Archeologia dell’Università di Buriano (Castiglione della Pescaia), durante una visita di routine.


“Lo stile è decisamente naturalistico”, spiega il Professore “Le figure rappresentano uomini, a corpo filiforme, di varie misure, a sesso accentuato. Il capo di questi eccezionali disegni appare globoso con una piccola fessura (evidenziata nella foto con la freccia rossa) mentre, la parte alla base risultano due figure ovoidali (evidenziate nella foto con le frecce gialle) che sorreggono il tronco maestoso. Simili figure si trovano in Spagna e in Francia”.


“Le figure – dice ancora il professor Fizzi Contini in Rovere – si trovano parte in una parete e parte in un’altra quasi adiacente. Sono tutte dipinte in nero, forse pitturate con ossidi di manganese oppure dal guano sub fossile di pipistrello, il tutto lasciato a sfondo naturale per far risaltare le pareti antiche di cui il Palazzetto è molto ricco. Insieme alle pitture negli spogliatoi maschili, è stata trovata, all’interno degli spogliatoi femminili un’altra scritta (evidenziate nella foto con la freccia blu) risalente allo stesso periodo del genere Littorina, che rappresenta, senza ombra di dubbio un messaggio subliminale verso il futuro, infatti, l’archeologo-artista Professor Luca Carboni, la menzionerà in una delle sue opere più famosa. Gli altri disegni raffiguranti linee e figure astruse e tondeggiandi non risultano essere degne di nota.”


Il Professore Fizzi Contini in Rovere conclude: “Davvero sorprende invero la grande abilità tecnica di chi ha eseguito tali dipinti, che ben poco hanno di primitivo. Sin dai primi esemplari si ravvisano tridimensionalità, prospettive insolite, maestria nell’uso del color nero e nel delineare le forme. Tanto più sorprendente se si considera che i dipinti venivano eseguiti in posizioni scomode, usando materiali deperibili e illuminati dalla luce tremolante di torce. Ma se grande attenzione veniva concessa all’uomo, assenti sono invece i riferimenti naturalistici (fiori, alberi, paesaggio…),che,a mio modesto parere, inevitabilmente fanno pensare ad un pensiero unico e rassegnato, quasi ossessivo: L’UOMO SU TUTTO!”


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domenica 09 dicembre 2018
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